Poveretti coloro i quali credono che un prompt ben impostato basti a costruire una storia. Se la distintività e la verità sono attributi imprescindibili per un posizionamento di marca efficace e rilevante, piuttosto che per un racconto di qualunque genere, omologazione e stereotipizzazione – frutti artificiali diversamente intelligenti – ne sono gli opposti semiotici.
Vogliamo emozionare? Emozioniamo. Vogliamo vendere? Attribuiamo senso e consistenza a quello che vogliamo vendere e rimaniamo appiccicati alle 4 P del marketing. Vogliamo rassicurare, far incazzare, fare innamorare? Definiamo un tono di voce conseguente e generiamo contenuti in linea.
Sono un professionista cresciuto nella contaminazione dei generi e dei codici. Il tempo e l’esperienza portano spesso disincanto e bisogno di sintesi. Lavoro con progetti, agenzie e clienti onestamente interessanti e non ho voglia di spendermi in marchette. Raccontare una storia non è operazione innocua, le parole e i significati – in quest’epoca particolarmente – portano con sé responsabilità e consapevolezza.